SESTESE: Baldi, Acca, Passignani, Faenzi, Paoli, Macaluso (62’ Ciriolo), Mernacaj (73’ Maffucci), Kola, Meleddu (67’ Vendali), Altilio, Attanasio. A disp.: Cavallaro, Michelozzi, Gatti, Accardi, Uva, Faberi. All.: Andrea Pieri.SCANDICCI: Fagnoni, Santucci, Leo, Solli, Pagano (35’ Padure), Gryka (59’ Pellegrino), De Rito, Arrighi, Caffaz, Scopetani, Giunta (51’ Gabai). A disp.: Baroni, Giannozzi, Marin, Andreucci, Amulfi, Morelli. All.: Edoardo Serni.ARBITRO: Rutili di Empoli.RETI: 4’ Altilio, 12’ Attanasio.NOTE: ammoniti Mernacaj, Acca, Arrighi, Paoli.Come un tornado californiano che passa e se ne va in fretta ma che in pochi secondi agisce con conseguenze devastanti: sembra impossibile difendersi, nessuno ne esce indenne, neanche chi, fino a pochi attimi prima, sembrava invincibile, chi sembrava il Polifemo del calcio. Infatti bastano dodici minuti per chiudere una pratica e infrangere un sogno: la Sestese cala un bis letale in avvio di gara, stende lo Scandicci senza permettere repliche e si prende di forza la finale per il titolo regionale Giovanissimi B. Come detto, è la Sestese che parte fortissimo, e dopo solo venti secondi sfiora il vantaggio grazie all’azione personale di Kola, che scende sulla fascia sinistra e calcia di mancino ad incrociare, Fagnoni respinge e, dopo qualche attimo di caos in area di porta, il pallone viene allontanato. La gioia del gol è rimandata di pochi minuti, infatti la Sestese pressa altissimo e recupera palla su un rimessa laterale avversaria, Altilio converge verso il centro del campo e dai venti metri lascia partire un tiro a giro di sinistro che, con una traiettoria a regola d’arte, si insacca all’incrocio dei pali per l’1-0 rossoblù. Nonostante il vantaggio, la Sestese continua a fare sul serio, e con un pressing forsennato chiude lo Scandicci nella sua metà campo, incapace di raggiungere i suoi riferimenti offensivi. La chiave tattica della prima fase del match, ma vigente per tutti i novanta minuti, è stata in realtà il gap fisico tra le due squadre: una Sestese molto più prestante è riuscita ad imporsi in tutti i duelli contro un avversario più incentrato sulla qualità di gioco. Intanto, gli undici ’carnivori’ in maglia rosso-blu, non fanno sconti, e al dodicesimo minuto arriva il raddoppio. L’azione si sviluppa sulla fascia sinistra nella trequarti avversaria e Acca, abile nel ritagliarsi qualche metro di spazio con il pallone tra i piedi, trova centralmente Attanasio, il quale entra in area con lo stop e calcia di destro sotto la traversa, Fagnoni si allunga ma non abbastanza, la rete si gonfia e il tabellino si aggiorna sul 2-0 per la Sestese. Lo Scandicci prova ad uscire dal torpore del primo quarto d’ora, a suonare la sveglia è Gryka, che raccoglie una respinta della difesa avversaria con uno stop di petto e tenta la conclusione di contro balzo, ma non trova la porta. Tuttavia, il finale di primo tempo è a tinte rosso-blu. Prima ci prova Attanasio nel mezzo di una mischia in area, ma il suo tentativo esce di poco oltre la traversa. Poi altra occasione in area di porta; dopo una punizione che impegna Fagnoni, Altilio tenta il tap-in per la doppietta personale, ma Leo è l’ultimo dei blues ad arrendersi e salva sulla linea di porta. Al ventisettesimo ci riprova Altilio, che raccoglie una sponda di Meleddu e va in incursione centrale verso la porta, dal limite dell’area calcia ad incrociare ma il pallone esce di lato al palo. L’ultimo tentativo del primo tempo è una conclusione debole di Attanasio che si spegne tra le braccia del portiere. Nel secondo tempo le occasioni non sono molte, ma il ritmo resta altissimo, e la tensione cresce minuto dopo minuto. La prima occasione è della Sestese: Meleddu vince il duello tra numeri 11 contro Arrighi, mettendosi davanti al suo avversario e calciando dalla linea di fondo, senza trovare la rete ma ottenendo un calcio d’angolo grazie all’intervento con i piedi di Fagnoni. Col passare dei minuti lo Scandicci sembra tirar fuori il proprio orgoglio e si riversa nella metà campo della Sestese. Il primo dei blues a provarci è Caffaz, che su rimessa lunga in area di rigore è lesto a precipitarsi su un pallone respinto e a girare di sinistro in un attimo, ma Baldi vola e devia in angolo. Passati pochi minuti, Scopetani gestisce bene un lancio lungo e imbuca sulla destra per Padure, che scappa alle spalle di Paoli, arriva sul fondo e tenta un tiro-cross forte che Baldi blocca in due tempi. Ancora Scandicci al minuto sessantadue, che ci riprova da rimessa laterale, e su una spizzata a centro area, arriva sul secondo palo Gabai, il quale tenta di chiudere la traiettoria con una conclusione verso la porta, ma Bali dice nuovamente di no. Nelle fasi finali, la partita lascia posto alla tensione e al nervosismo, ma di pericoli, da una parte e dall’altra, non se ne vedono: dopo un recupero corposo, Rutili fischia tre volte e manda in paradiso la Sestese, che stacca il pass per la finale di giovedì prossimo. In una semifinale da dentro o fuori la tensione può avere il sopravvento, le gambe possono tremare, ma così non è stato per i ragazzi di Pieri, capaci di condurre magistralmente una gara dall’esito incerto alla vigilia: in finale ci sarà da divertirsi. In casa Scandicci non può che aleggiare un sentimento di rammarico: dopo un campionato ai limiti della perfezione, uscire in semifinale e in questo modo, non può che far male, sportivamente parlando. Resta, tra le note positive, un percorso di crescita per un gruppo di ragazzi talentuoso, ciò che conta veramente a questa età. Non resta quindi che aspettare giovedì per scoprire se la coppa prenderà l’uscita per Sesto Fiorentino o se invece opterà per la direzione-mare: siamo all’ultima curva prima della bandiera a scacchi. Calciatoripiù: difficile non mettere tutti gli undici titolari della Sestese tra i migliori in campo, ma è doveroso fare di necessità virtù ed eleggere i migliori. Ottima la prova di tutta la linea difensiva, soprattutto Acca e Faenzi, attenti in fase difensiva, con il primo che mette a referto anche un assist. Tra i migliori c’è anche Mernacaj, autore del lavoro sporco al centro del campo. Là davanti, si prende la scena Altilio, con un gol da cineteca e una prestazione generosa al servizio della squadra. In casa blues la prova collettiva è a dir poco opaca, ma si difendono bene Fagnoni, autore di diverse parate, e Leo, che nonostante i due gol subiti, salva un gol già fatto.Commento di : calciopiu