NOVOLI: Duradoni, A. Bini, Castrogiovanni, Maddaloni, Arrighi, Torrigiani, Segoni, Trouche, Verdi, Lorenzetti, Enache. A disp.: Del Bimbo, Benelli, Nigi, Misuri, Centelli, Nencioni, Li, Tempesti. All.: Alessio Sangiovanni. DAYTONA: Mardale, Chiti, Bartolini, Scatizzi, Piovaccari, Miano, Melandri, Garvoni, Marangio, Puzzoli, Lotti. A disp.: Russo, Aiello, Carpinella, Mansi, Nencioli, Scanavini, Cassiolato, Straccali, Zdrava. All.: Alessio Lenzetti.ARBITRO: Loretti di Siena.RETI: 59’ Lotti, 84’ Enache.
Mentre sul terreno di gioco del Franchi undici individui difficilmente definibili ’calciatori’ disonoravano la maglia arancione, qualche chilometro più in là c’era chi invece la sudava eccome salvo poi ritrovarsi in mano l’ennesimo pareggio e la sensazione di quando non si riesce a definire il confine tra punto guadagnato e occasione persa. È questo ciò che rimane al termine della sfida tra Novoli e Daytona, una partita composta di almeno tre sceneggiature diverse in cui gli uomini di Sangiovanni passano da un’ora abbondante di rimpianti a tirare un sospiro di sollievo quando il rigore di Marangio, che avrebbe chiuso definitivamente i giochi in favore degli ospiti, s’infrange sul palo e schizza fuori dalla porta. Prima d’arrivare ai momenti topici dell’incontro occorre però riavvolgere il nastro, cominciando col raccontare d’un primo tempo nel complesso piuttosto bloccato. La squadra di Lenzetti prova a partire in quarta, ma il Novoli è compatto e col passare dei minuti presenzia sempre più costantemente nella metà campo avversaria. Il primo squillo al 18’ porta la firma di Verdi che tiene in campo un pallone difficile e crossa in area, dove per poco Lorenzetti non approfitta d’un pasticcio dei difensori. Alla mezz’ora Mardale esce con coraggio su un lancio lungo respingendo il pallone sui piedi di Verdi e opponendosi anche alla sua conclusione, ma il vero capolavoro lo compie al 35’: tiro di Enache deviato, il pallone s’impenna e appena prima che ricada sotto l’incrocio il portiere ospite vola e smanaccia in calcio d’angolo. Al 45’ è splendida l’azione con cui i padroni di casa arrivano in area, una serie di tocchi nello stretto l’ultimo dei quali vede Alessio Bini liberare Lorenzetti al sinistro di prima intenzione da breve distanza, ma ancora una volta Mardale risponde da fenomeno. I rimpianti con cui il Novoli rientra negli spogliatoi vengono ampliati nella ripresa e in particolare al 57’, quando Verdi si fa trovare nel cuore dell’area e a tu per tu col portiere non riesce a imprimere né forza né precisione al pallone. A dire il vero, poco prima, anche il Daytona s’era fatto vedere con un sinistro chirurgico di Melandri che aveva costretto Duradoni ad allungarsi nell’angolino alla sua sinistra, per poi opporsi con i piedi anche alla ribattuta defilata di Lotti. Di fatto gli stessi protagonisti dell’azione che, al 59’, vale il vantaggio della squadra di Lenzetti: è proprio Melandri a scaricare dal fondo per Lotti, che arriva in corsa e conclude di prima intenzione trovando il pertugio giusto tra le gambe avversarie, con il pallone che gira perfettamente e s’insacca dopo aver colpito l’interno del palo. Doccia fredda per il Novoli, che però dimostra di non volerci stare. Un gran tiro dalla distanza di Torrigiani, disinnescato ancora una volta dall’ottimo Mardale, è il preludio alla vera sliding door della partita: al 23’ dinamica confusa nell’area ospite, il pallone forse varca la linea di porta ma Loretti lascia giocare consentendo al Daytona di partire in contropiede. Ne beneficia Puzzoli che viene servito dalla destra all’interno dell’area e calcia a tu per tu con Duradoni, il quale respinge facendo carambolare la sfera sul braccio dell’avversario che poi viene tamponato fallosamente da Torrigiani. L’arbitro ignora il tocco di mano e indica il dischetto, ritrovandosi accerchiato dai calciatori di casa che protestano per la somma delle due situazioni. Non c’è ovviamente tecnologia che possa chiarire l’accaduto, e dunque si procede alla battuta: se ne incarica il numero 9 Marangio che opta per la conclusione incrociata, un rasoterra fin troppo strozzato che s’infrange sul palo interno e attraversa tutto lo specchio prima di essere allontanato. Il Novoli ha visto il baratro, ma ora è più vivo che mai e si riversa nella metà campo avversaria alla ricerca del gol del pareggio, trovandolo all’84’: sull’ennesimo lancio dalle retrovie Lorenzetti salta di testa, la difesa si fa sorprendere e spalanca la strada a Enache che davanti a Mardale mantiene la freddezza necessaria per aggirarlo e poi, da posizione neanche troppo comoda, depositare il pallone nella rete sguarnita. L’inerzia sembra tutta dalla parte degli uomini di Sangiovanni, che però dovrebbero aver imparato a fare i conti con la cattiva sorte. Quella che si ripresenta puntuale due minuti più tardi, trovando però stavolta uno strepitoso Duradoni a sbatterle la porta in faccia: il numero uno di casa respinge con un riflesso felino il colpo di testa da due passi di Piovaccari, che già pregustava il gol vittoria. Nei cinque minuti di recupero concessi dal direttore di gara il Novoli tenta l’arrembaggio e guadagna una serie di corner consecutivi, che tuttavia non portano l’esito sperato. Di qui a poco arriva il triplice fischio e tutto ciò che ne consegue: i rimpianti del Daytona per quel rigore che avrebbe potuto chiudere la partita, il rammarico del Novoli per non averla indirizzata nel primo tempo ma anche l’orgoglio d’averci creduto fino alla fine. Dubbi, pensieri, confini sottili, e una classifica cortissima che non aiuta a schiarirsi le idee.
Giulio Dispensieri